Una raffineria centrale in Kuwait è stata attaccata, diversi impianti sono in fiamme
La raffineria del porto di Al Ahmad (Al Ahmad) in Kuwait è stata nuovamente colpita da un attacco con droni nella notte del 3 aprile, provocando incendi in diverse unità operative. Questo rappresenta l'ultimo esempio della continua espansione del conflitto mediorientale verso le infrastrutture energetiche della regione del Golfo, aumentando ulteriormente le preoccupazioni sulla sicurezza dell'approvvigionamento regionale.
Secondo Televisione Centrale Cinese, il 3 aprile ora locale, un giornalista della rete nazionale ha appreso dalla Kuwait National Petroleum Company che la raffineria di Al Ahmad, di proprietà dell'azienda, è stata attaccata da droni all'alba, causando incendi in diverse unità operative. Al momento, non si segnalano vittime.
Questo è il secondo attacco subito dalla raffineria di Al Ahmad quest’anno: l'impianto era già stato colpito da droni con incendi tra il 19 e il 20 marzo. L’evento si inserisce in un contesto di escalation significativa nel Medio Oriente a partire dalla fine di febbraio. Secondo le fonti, l'Iran ha continuato a lanciare attacchi con droni e missili contro le infrastrutture energetiche di diversi paesi del Golfo, mentre la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz è stata segnalata come disturbata, con il rischio dei prezzi di approvvigionamento globale del petrolio sempre sotto attenzione.
Dalla metà di marzo 2026, il Kuwait ha subito diversi attacchi di droni, con obiettivi che includono impianti di raffinazione, cisterne di carburante aeroportuali e petroliere.
La raffineria nuovamente attaccata, avviato il piano d’emergenza
La raffineria di Al Ahmad è une delle strutture di raffinazione più grandi del Kuwait, operata da una consociata di KPC, con una capacità giornaliera compresa tra 346.000 e 730.000 barili.
L'attacco di droni del 3 aprile ha causato incendi in diverse unità operative. KPC ha dichiarato ufficialmente che le squadre di emergenza hanno risposto rapidamente dispiegando risorse antincendio e stanno lavorando per contenere la diffusione delle fiamme, mentre le unità interessate sono state temporaneamente fermate. La dichiarazione sottolinea che, secondo il monitoraggio ambientale, la qualità dell’aria nei pressi della raffineria non ha mostrato significativi cambiamenti negativi, e non si registrano vittime.
Questo rappresenta il secondo attacco alla raffineria in meno di due settimane. Tra il 19 e il 20 marzo, la struttura è stata colpita per due giorni consecutivi da droni, provocando incendi in diverse unità operative, con il team di emergenza che è riuscito a controllare la situazione senza vittime. KPC ha allora classificato tali eventi come "attacchi ostili con droni".
Escalation del conflitto mediorientale, le infrastrutture energetiche del Golfo sotto pressione
Secondo le fonti, questa serie di attacchi contro le infrastrutture energetiche della regione del Golfo è strettamente collegata all’escalation significativa del conflitto in Medio Oriente dall’ultima settimana di febbraio 2026. La tensione è aumentata il 28 febbraio, con Israele e Stati Uniti che hanno colpito obiettivi iraniani e successivamente l'Iran ha risposto con droni e missili su larga scala, prendendo di mira gli interessi di Israele e degli Stati Uniti nella regione, colpendo anche i paesi del Golfo considerati alleati o ospitanti asset americani.
L’Iran ha continuato ad attaccare raffinerie, petroliere, aeroporti e infrastrutture correlate di Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Bahrein, Qatar e altri paesi del Golfo, descrivendoli come parte delle azioni di rappresaglia. Al contempo, la navigazione nello Stretto di Hormuz—uno dei canali più importanti al mondo per l’esportazione di greggio—ha subito perturbi che impongono ulteriore pressione sulla catena di fornitura energetica globale.
Diversi obiettivi colpiti in Kuwait, i sistemi di difesa aerea sotto pressione
Dalla metà di marzo 2026, il Kuwait è stato bersaglio di diversi attacchi con droni. Oltre alla raffineria di Al Ahmad, anche la vicina raffineria di Mina Abdullah è stata colpita, provocando incendi che sono stati arginati dalle squadre di emergenza senza vittime.
Alla fine di marzo, le cisterne di carburante dell’aeroporto internazionale del Kuwait sono state colpite da droni, causando un grave incendio senza vittime. Inoltre, una petroliera kuwaitiana è stata attaccata e incendiata nelle acque vicino a Dubai; altri rapporti segnalano che alcune strutture militari sono state colpite, con feriti in alcuni casi.
Secondo i rapporti, il sistema di difesa aerea del Kuwait ha intercettato numerose minacce in arrivo, ma alcuni droni sono riusciti a superare le difese, causando danni limitati alle infrastrutture.
I continui attacchi alla raffineria di Al Ahmad sollevano dubbi sulla stabilità della capacità di raffinazione kuwaitiana nel breve termine. Essendo uno dei principali esportatori di petrolio del Golfo, lo stato operativo degli impianti di raffinazione del Kuwait ha un impatto diretto sull’offerta di prodotti petroliferi sia a livello regionale che globale.
I perturbamenti alla navigazione nello Stretto di Hormuz aumentano ulteriormente l’incertezza della catena di fornitura. Questo stretto rappresenta un passaggio cruciale per il commercio globale di greggio; qualora la navigazione dovesse essere impedita in modo continuativo, ne deriverebbe un impatto concreto sui mercati energetici mondiali.
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