Come si comportano gli asset di rifugio durante l'agitazione dei mercati causata dalla crisi tecnologica, energetica e francese?
Riposizionamento degli asset di rifugio: dalla guerra in Iran il dollaro è aumentato del 4%, il franco svizzero ha registrato il maggior incremento mensile dalla fine del 2023; i titoli tedeschi e le obbligazioni a breve termine sono diventati i vincitori, mentre l’oro ha trovato supporto a quota 4.000 dollari.
Secondo l'app Zigong Finanza, la crescente ansia legata all'intelligenza artificiale che ha colpito i titoli tecnologici, la guerra in Iran che continua mantenendo elevati i prezzi dell'energia, e le persistenti preoccupazioni per l'elevato debito pubblico hanno incrementato la domanda di asset rifugio. Tuttavia, le performance degli asset rifugio tradizionali quest'anno non sono state all'altezza delle aspettative: l'oro ha registrato vendite dopo l'inizio della guerra in Iran – gli investitori hanno disinvestito dagli asset con migliori performance per coprire le perdite subite altrove; anche le obbligazioni governative, considerate a lungo tra le attività più sicure al mondo, hanno mostrato forti oscillazioni.
Di seguito una panoramica sulle principali tipologie attuali di asset rifugio.
1) Il rapporto di “amore/odio” con il dollaro
Smentendo il tema dello scorso anno della “fuga dagli USA”, il dollaro è cresciuto costantemente dall'inizio della guerra in Iran, guadagnando il 4% da fine febbraio. Ciò rafforza il suo ruolo di principale asset rifugio durante i periodi di pressione a livello globale. Una solida economia, tassi d'interesse più elevati, e lo status degli USA come esportatore di energia hanno fornito supporto.
Tuttavia, permangono i fattori che inducono i trader a dubitare della posizione del dollaro come asset rifugio nel lungo periodo – ad esempio l'enorme stock di debito superiore a 40 mila miliardi di dollari e l'incertezza nelle politiche. Il dollaro è vulnerabile anche a vendite dei titoli tecnologici, poiché aveva precedentemente beneficiato degli ingenti flussi di capitali verso le azioni USA alimentati dall’entusiasmo sul boom degli investimenti in AI.

Kit Juckes, Chief FX Strategist di Société Générale, afferma che il dollaro potrebbe essere vicino alla fine di un ciclo rialzista. “Non andrà molto più lontano,” sottolinea, ma per ora è difficile trovare ragioni per mantenere una posizione corta protratta sul dollaro dato che “la grande storia globale è che il dollaro è una valuta del petrolio, e ci troviamo nel bel mezzo di una crisi energetica”.
2) Europa instabile, comprate franchi svizzeri
Le turbolenze obbligazionarie generate dalla Francia portano a una conclusione: quando l'Europa vacilla, il franco svizzero è il rifugio preferito. Dall'inizio del mese, il franco ha guadagnato più del 2% sull’euro, avviandosi a segnare il più grande incremento mensile dal fine 2023.
Georgette Boele, senior strategist FX & Oil di ABN Amro, afferma: “Le preoccupazioni riguardo ai conti pubblici francesi e l'incertezza sulle elezioni in Francia e Spagna sostengono il franco svizzero.”

Aggiunge inoltre che gli investitori sono sempre meno propensi a utilizzare il franco come valuta di finanziamento in operazioni di carry trade, e sono restii a mantenere posizioni corte su una valuta con caratteristiche difensive. I tassi svizzeri a zero rendono il franco appetibile nelle operazioni di “prendere a prestito moneta a basso tasso d'interesse per investirla altrove a rendimenti più alti”.
Gli analisti sottolineano che anche le ansie legate all’AI dovrebbero favorire il franco svizzero.
3) I Bund tedeschi sono i vincitori relativi
L’incertezza fiscale ha già intaccato la reputazione delle obbligazioni governative come asset rifugio. Dai Stati Uniti al Giappone, i costi di finanziamento hanno raggiunto di recente il livello più alto da decenni. Tuttavia, le vendite nel mercato azionario guidate dai titoli tecnologici hanno riacceso almeno parzialmente la domanda di bond.
Un altro cambiamento notevole: all’inizio del mese, quando i rendimenti dei titoli di Stato decennali USA e francesi hanno toccato i massimi degli ultimi 24 anni, i rendimenti dei Bund tedeschi sono scesi grazie all’aumento dei prezzi.

Gli investitori ritengono che questo sia un segnale chiaro: tra le principali economie, i Bund tedeschi con rating AAA spiccano come asset rifugio.
Joachim Nagel, presidente della Bundesbank, ha affermato che in mezzo alla turbolenza obbligazionaria, la Germania resterà ancora l’ancora di stabilità per l’Europa e sta “tornando in salute” dopo anni di stagnazione.
Johnathan Owen, portfolio manager di TwentyFour Asset Management, afferma: “Tutti temono il contagio europeo, si chiedono se i Bund tedeschi possano essere trascinati giù dai (francesi) OAT o (italiani) BTP, quindi è positivo che possano svolgere il ruolo di strumento difensivo europeo.”
4) Non dimenticate le obbligazioni a breve termine
Secondo gli investitori, nel complesso, l’elevato debito nelle principali economie continuerà a danneggiare il ruolo delle obbligazioni a lunga scadenza come asset sicuro. Le obbligazioni a breve hanno però una vulnerabilità minore alle dinamiche sul debito e possono ancora offrire una certa protezione.

Rory McPherson, Chief Market Strategist di Wren Sterling, afferma: “Siamo molto positivi sulle obbligazioni a breve termine. A causa delle varie preoccupazioni su debito e disavanzo, non abbiamo mai aumentato l'esposizione sulle scadenze più lunghe.”
5) L’oro brilla ancora
L’oro, altro tradizionale bene rifugio, mostra un andamento altalenante. Dopo aver raggiunto il record di 5.595 dollari l’oncia a gennaio, con lo scoppio della guerra iraniana e i prelievi dovuti alle perdite sugli altri asset, il prezzo è sceso.
In agosto, le preoccupazioni sull’inflazione e il timore di un’azione insufficiente da parte della Federal Reserve nel contenere le pressioni sui prezzi hanno riportato l’oro in rialzo. Attualmente il prezzo dell’oro si aggira attorno ai 4.175 dollari. Gli analisti segnalano che gli acquisti delle banche centrali e la domanda difensiva mantengono il prezzo sopra i 4.000 dollari.

Sebbene i tassi alti dovrebbero limitare il potenziale di crescita dell’oro, il contesto geopolitico teso e le preoccupazioni sui conti americani dovrebbero continuare a supportare il metallo prezioso nel lungo termine.
Carsten Menke, analista di Julius Baer, afferma: “Nel lungo periodo, l’oro dovrebbe tornare a beneficiare degli acquisti robusti delle banche centrali e delle rinnovate preoccupazioni del mercato per il debito USA e la sua crescente incidenza degli interessi.”
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