Le tensioni militari tra Stati Uniti e Iran si raffreddano mentre la diplomazia si intensifica, ma l’oro non ne trae beneficio nonostante le notizie favorevoli
汇通网19 maggio—— Ottantunesimo giorno del conflitto USA-Iran: Trump sospende temporaneamente l’attacco militare, mentre l’Iran stringe ulteriormente il controllo sullo Stretto di Hormuz e i negoziati nucleari si arenano sul nodo dello “zero arricchimento”. La polveriera mediorientale resta innescata, il prezzo dell’oro non reagisce positivamente, il livello dei 4500 dollari diventa la linea della vita tra rialzisti e ribassisti.
Martedì 19 maggio, durante le sessioni asiatiche ed europee, l'oro spot ha mostrato una debolezza inattesa di fronte a notizie favorevoli, registrando una leggera flessione dello 0,5%.
Il presidente degli Stati Uniti, Trump, ha annunciato una sospensione dell'attacco militare previsto contro l'Iran; il motivo principale risiede nelle pressioni congiunte dei partner del Golfo – Qatar, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti –, mentre i negoziati diplomatici che si svolgono dietro le quinte danno un barlume di speranza per una distensione delle tensioni.
Risposta dura dell’Iran: nessuna concessione sulla sovranità + escalation militare
Tuttavia, Teheran mantiene una posizione ferma.
Il presidente iraniano Masud Pezeshkian ha respinto chiaramente qualsiasi accusa di “compromesso o arretramento”, sottolineando che “il dialogo non equivale mai a resa” e che l’Iran partecipa ai negoziati dal punto di vista della “tutela della dignità nazionale, sovranità e degli interessi fondamentali”.
Una serie di operazioni da parte dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha ulteriormente sottolineato la loro determinazione nel contrasto: hanno colpito con precisione gruppi armati sostenuti da Stati Uniti e Israele nella provincia occidentale del Kurdistan, sventando un tentativo di contrabbando di armi su larga scala;
Inoltre, è stata annunciata l’intenzione di rafforzare il controllo sullo Stretto di Hormuz, includendo le fibre ottiche che attraversano questa via d’acqua strategica nel sistema di gestione delle licenze: lo Stretto di Hormuz è responsabile di circa un quinto del traffico petrolifero mondiale e un inasprimento del controllo ha un impatto diretto sui mercati energetici globali.
Inoltre,
Avanzano i negoziati diplomatici: il Pakistan si pone come mediatore, ma restano grandi ostacoli
Sul fronte diplomatico, il Pakistan ricopre un ruolo chiave nella mediazione: l’Iran ha comunicato la risposta ufficiale alla recente proposta statunitense attraverso i canali di Islamabad, mentre il primo ministro del Qatar ha apertamente sostenuto gli sforzi di mediazione del Pakistan, costruendo così un ponte di comunicazione tra le varie parti coinvolte.
I negoziati restano però bloccati su ostacoli strutturali: Matt Duss, Vice Direttore Generale del Centro internazionale di Politiche, sottolinea che
Pressioni interne ed esterne sugli Stati Uniti: crescono le debolezze politiche, limitate le opzioni militari
Per l’amministrazione Trump, l’escalation del conflitto sta diventando una vera e propria vulnerabilità politica interna.
L’ex ambasciatore USA in Algeria, Henry Ensher, sottolinea inoltre che le pressioni su Trump per evitare ulteriori attacchi derivano anche dalla “mancanza di opzioni militari praticabili”: un attacco su vasta scala che non cambiasse il comportamento iraniano potrebbe solo alimentare una forte reazione dell’opinione pubblica.
In questo contesto, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato una proroga di 30 giorni delle esenzioni dalle sanzioni per il petrolio russo trasportato via mare, nel tentativo di alleviare il rincaro globale dei prezzi dell’energia e il conseguente aumento dell’inflazione – un fatto che evidenzia come l’impatto economico globale del conflitto sia ormai impossibile da ignorare.
Tensione in tutto il Medio Oriente: la distensione USA-Iran non arresta gli altri conflitti regionali
È da notare come la temporanea distensione tra USA e Iran non basti a calmare i focolai di tensione in tutto il Medio Oriente.
Nonostante gli Stati Uniti abbiano mediato una proroga della “tregua”, le operazioni militari israeliane in Libano proseguono senza sosta: dal 2 marzo, il numero delle vittime è salito a oltre 3000, tra cui 211 adolescenti e 116 operatori sanitari;
Hezbollah ha risposto attaccando le truppe israeliane con droni, e l’effetto domino del conflitto israelopalestinese continua ad allargarsi.
Allo stesso tempo, l’intensificarsi delle attività militari nell’ovest dell’Iraq e il sequestro da parte di Israele di navi di aiuti verso Gaza aumentano l’incertezza nella regione.
Conclusioni e analisi tecnica:
Nel medio-lungo termine, fattori quali il rischio geopolitico causato dai conflitti USA-Iran e Russia-Ucraina, la crescente crisi energetica per il controllo dello Stretto di Hormuz, la tendenza delle banche centrali globali a incrementare le riserve auree, le aspettative di un taglio dei tassi FED e la narrativa del dollaro debole restano variabili fondamentali per determinare il prezzo dell’oro.
I dati del World Gold Council mostrano che le banche centrali mondiali aumentano le riserve auree in modo netto da diversi anni consecutivi, confermando la crescente rilevanza dell’oro come strumento monetario e di copertura contro l’inflazione.
L’oro, come tradizionale bene rifugio, continuerà a rappresentare la scelta principale degli investitori per coprire il rischio geopolitico e difendersi dalla svalutazione della moneta fiat.
Dal punto di vista tecnico, il livello dei 4500 resta il principale supporto, mentre la linea inferiore del recente canale rialzista offre ulteriore sostegno: se entrambi dovessero fallire, il prossimo supporto si troverebbe intorno ai 4100, livello coincidente con il 61,8% dell’attuale ciclo rialzista. La resistenza resta in area 4743.
(Grafico giornaliero dell’oro spot, fonte: Yihuitong, piattaforma economica di Huitong Finance)
Fuso orario +8, ore 17:15 (UTC+8), l’oro spot quota attualmente 4538 dollari/oncia.
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