USDMYR: Un pattern di inversione rialzista suggerisce un movimento al rialzo – OCBC
OCBC osserva che il Ringgit malese si è indebolito insieme alle valute regionali nonostante lo status della Malesia come esportatore di materie prime. La banca rileva una formazione testa e spalle invertita su USDMYR, tipicamente segnale di inversione rialzista, e sottolinea le resistenze vicine a 4.0150, 4.0330 e 4.0560, con supporti a 3.9630 e 3.9370, suggerendo la possibilità di un ulteriore indebolimento del Ringgit in un contesto di avversione al rischio.
Ringgit vulnerabile nonostante il supporto delle materie prime
"Tra le valute asiatiche (variazione su 5 giorni vs USD): INR, PHP e MYR hanno guidato i ribassi."
"Il calo del MYR mostra che nessuna valuta è immune dagli shock geopolitici, anche se la posizione della Malesia come esportatore netto di materie prime può sostenere il MYR."
"Il MYR può comunque indebolirsi in un contesto di generale avversione al rischio, data la sua esposizione al sentiment globale e ai flussi di portafoglio."
"Avevamo precedentemente evidenziato che il pattern di prezzo mostra una testa e spalle invertita, che di solito è associata a una configurazione di inversione rialzista."
"Resistenza a 4.0150 (ritracciamento fibo al 38,2% dal massimo di ottobre al minimo di febbraio), 4.0330 (100 DMA) e 4.0560 (fibo al 50%)."
(Questo articolo è stato creato con l’aiuto di uno strumento di Intelligenza Artificiale e revisionato da un editor.)
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
Il picco della spesa in capitale per l'AI coincide con il picco dell'economia americana?

Il Partito Democratico distrugge la frenesia dei data center? Goldman Sachs “va controcorrente”: alza le previsioni!
Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le previsioni di spesa per la costruzione di data center negli Stati Uniti, portando le aspettative per il 2026 da 67 miliardi a 80 miliardi di dollari e fornendo per la prima volta una stima di 125 miliardi di dollari per il 2028. Nonostante il provvedimento di sospensione in Texas abbia scatenato il panico nel mercato, Goldman Sachs ritiene che si tratti essenzialmente di un rinvio e non di una cancellazione, sottolineando che la resilienza complessiva del ciclo di costruzione rimane intatta. Tuttavia, gli sviluppatori altamente indebitati affrontano rischi concreti di aumento dei costi di finanziamento e di annullamento dei contratti.

Le azioni dei chip rimbalzano fortemente: è il momento di acquistare o di vendere?

