L'oro subisce nuovamente liquidazioni forzate, con perdite crescenti nei mercati azionari.
Huìtōng Network, 30 ottobre—— La recente debolezza dell’oro sembra essere guidata in gran parte da liquidazioni forzate legate alla vendita azionaria, piuttosto che da un peggioramento dei fondamentali. Il calo dei rendimenti reali dovrebbe teoricamente sostenere il prezzo dell’oro, mentre si è verificata anche una divergenza anomala tra le posizioni ETF e il prezzo spot. Una volta che la pressione da chiusura delle posizioni si attenua, l’oro potrebbe registrare un rapido rally. La difficoltà sta nel cogliere il momento giusto.
Ieri, le nuove vendite sui mercati azionari hanno messo pressione sui metalli preziosi, con l’oro nuovamente sotto pressione. Di recente, l’andamento dell’oro è stato altamente correlato a quello dei mercati azionari, e l’ultimo calo sembra derivare dal fatto che gli investitori stanno vendendo asset per compensare le perdite in altre parti del portafoglio.
Grafico: è possibile osservare la correlazione tra l’indice Nasdaq (linea blu) e l’oro (candlestick).
Per comprendere questo meccanismo, si può immaginare un fondo d’investimento che detiene contemporaneamente azioni, oro e obbligazioni governative. Un giorno il mercato azionario crolla improvvisamente e il fondo registra perdite sulle sue posizioni a leva. Potrebbe dover raccogliere liquidità per far fronte a richieste di margine, ridurre la leva finanziaria, o soddisfare riscatti da parte degli investitori. In questo caso, non vende necessariamente solo gli asset in perdita, ma liquida qualsiasi posizione facilmente monetizzabile. In queste situazioni, l’oro è particolarmente utile grazie alla sua elevata liquidità e alla rapidità con cui può essere venduto.
I principali fattori trainanti come il rendimento reale hanno in effetti indicato prezzi dell’oro più elevati. Infatti, l’aumento del prezzo del petrolio ha mantenuto stabili le aspettative d’inflazione, mentre i rendimenti nominali dei Treasury USA sono diminuiti per via della domanda rifugio dopo le perdite del mercato azionario, facendo scendere sensibilmente il rendimento reale.
Nel grafico sotto, possiamo anche vedere l’anomala divergenza tra oro spot e le posizioni sugli ETF. Tipicamente, il prezzo spot anticipa i flussi in entrata e in uscita degli ETF, ma in questo caso sono fattori tecnici e non fondamentali a ostacolare il rialzo del prezzo dell’oro.
Una volta che la pressione di vendita tecnica sull’oro si allevia, potremmo assistere a un rally forte e rapido. Stiamo anche entrando in un periodo stagionalmente più favorevole—tra dicembre e gennaio. Tuttavia, il tempismo rimane difficile. I trader possono affidarsi a livelli tecnici chiave, oppure attendere l’emergere di catalizzatori fondamentali. Tra i possibili catalizzatori: un progresso nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, dichiarazioni più accomodanti dalla Federal Reserve, o dati economici americani più deboli.
Sul grafico giornaliero, vediamo che il prezzo dell’oro ha continuato la sua discesa e si sta avvicinando a una robusta area di supporto intorno ai 3.885. Se il prezzo dovesse raggiungere quest’area, è probabile che i compratori entrino in gioco, fissando il rischio al di sotto della principale trendline rialzista, posizionandosi per puntare a nuovi massimi storici. Dal lato opposto, i venditori cercheranno opportunità per rompere questa trendline, aumentando le scommesse ribassiste con obiettivo a quota 3.500.
Sul grafico a 4 ore, notiamo che ieri il prezzo ha rotto una trendline rialzista secondaria e la pressione dei venditori ha mantenuto il trend ribassista, puntando alla zona dei 3.885. Se dovesse verificarsi un rimbalzo prima di raggiungere questo livello, prevediamo che i venditori sfrutteranno la trendline discendente per posizionare il rischio sopra di essa e continuare a premere verso nuovi minimi. I compratori, invece, cercheranno una rottura al rialzo per aprire la strada a nuovi massimi, preparando un attacco ai 4.400.
Sul grafico orario, una trendline discendente secondaria definisce lo slancio ribassista di questo ciclo. Ci si aspetta che i venditori continuino a farvi affidamento, fissando il rischio sopra di essa, mirando costantemente a nuovi minimi. I compratori, dal canto loro, cercheranno opportunità di rottura al rialzo per puntare a un rimbalzo verso la trendline principale di discesa. Il segmento rosso indica l’intervallo giornaliero dell’Average True Range.
Questa settimana si chiude con l’Employment Cost Index statunitense.






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