Il rimbalzo delle azioni AI è debole: mancano i tre principali supporti, difficile replicare l'andamento di luglio
JPMorgan ha sottolineato che, a causa dell'assenza di nuovi fondi da ETF, delle limitate possibilità di copertura degli short e della conclusione anticipata del buyback da 40 miliardi di dollari di Samsung SK Hynix, il rimbalzo delle azioni AI in ottobre potrebbe essere meno intenso rispetto a luglio, mentre il rischio di leva finanziaria in aumento intensifica la volatilità.
Secondo Woofun AI, le aspettative pessimistiche di JPMorgan (JPM.US) riguardo l'intensità del rimbalzo delle azioni AI ad ottobre contrastano nettamente con quanto visto a luglio; infatti, nonostante la correzione dei prezzi, il percorso di recupero del mercato risulta difficile da replicare rispetto al trend rapido e deciso precedente. Lo stratega Nikolaos Panigirtzoglou sottolinea che, attualmente, la propensione degli investitori ad acquistare sui ribassi si è indebolita, e la diminuzione dei buyback aziendali unita a posizioni corte poco significative fa sì che manchi la spinta di base per trasformare il ribasso attuale in un forte rimbalzo.
Da un’analisi approfondita dei flussi di capitale e della struttura delle posizioni, la presente correzione differisce sostanzialmente da quella di luglio. I dati raccolti da Woofun AI mostrano che, sebbene i titoli dei giganti coreani delle memorie SK Hynix (SKHY.US) e Samsung Electronics abbiano perso circa un terzo del loro valore nell’ultimo mese, non presentano ancora chiari segnali di ipervenduto, e le perdite non bastano a giustificare un rimbalzo. Le preoccupazioni si concentrano sul possibile rallentamento nel boom degli investimenti in AI e sulla concorrenza di aziende cinesi a prezzi inferiori che potrebbero erodere crescita e margini. Di recente le vendite si sono estese a tutta la filiera; il Philadelphia Semiconductor Index è sceso di circa il 10% negli ultimi cinque giorni di borsa, così come Intel (INTC.US) nello stesso periodo. Diversamente da luglio, nella correzione di ottobre gli investitori ETF non sono intervenuti comprando sui ribassi tramite ETF a leva o non a leva, e acquisti di questo tipo sono stati rari. I capitali che in passato hanno sostenuto la pressione in vendita non sono ancora rientrati in modo evidente. Anche le posizioni corte, meno accentuate rispetto a luglio, attenuano il supporto potenziale. A luglio, il più grande ETF azionario coreano quotato negli USA—iShares MSCI Korea ETF (EWY.US)—aveva visto un aumento rilevante delle posizioni corte, mentre questo mese tali posizioni sono rimaste pressoché invariate.
Allo stesso tempo, anche le posizioni corte su prodotti come VanEck Semiconductor ETF (SMH.US) e Roundhill Memory Chip ETF (DRAM.US) restano su livelli piuttosto bassi. Poiché le coperture delle posizioni corte possono talvolta alimentare i rimbalzi, la loro attuale limitatezza implica una minore forza potenziale di acquisto.
L’aspetto più critico riguarda l’accumulo rinnovato di rischio legato alla leva. Il rapporto osservato da Panigirtzoglou tra il patrimonio gestito dagli ETF a leva sulle memorie e la capitalizzazione totale dei titoli sottostanti, dopo essere sceso a fine luglio, è tornato a salire fra agosto e settembre.
Ciò indica che parte del rischio di leva liberato durante la precedente correzione è già tornato sul mercato, potenzialmente amplificando la volatilità. Le difficoltà di Anthropic e OpenAI nel raggiungere la redditività, unite a un contesto di alti tassi d’interesse, portano gli investitori a rivalutare le prospettive di crescita dell’infrastruttura AI e giustificano la mancanza di capitali pronti ad acquistare sui ribassi.
Un altro elemento di rilievo è il cambiamento nei comportamenti aziendali. Dopo aver registrato utili robusti nel secondo trimestre, SK Hynix e Samsung Electronics hanno annunciato buyback per un totale di 40 miliardi di dollari. Questi programmi sono stati realizzati più rapidamente del previsto e completati a metà ottobre con largo anticipo. Il buyback rappresenta una domanda costante di titoli da parte delle aziende stesse, e in fasi di riduzione di posizioni da parte degli investitori e di sentiment debole aiuta a smorzare la pressione sulle quotazioni.
Tuttavia, il completamento anticipato dei buyback implica che questa domanda sia venuta meno prima del previsto. Ora la pressione di vendita, prima assorbita dai fondi aziendali, dovrà essere sostenuta da altri investitori. Anche in assenza di ulteriori peggioramenti delle prospettive operative delle società, il mutato equilibrio tra domanda e offerta può rendere più difficoltoso il recupero dei prezzi. A fine luglio, il mercato non aveva subito un ritiro così brusco dei buyback, per cui, sebbene entrambe le correzioni siano partite dai titoli delle memorie coreane, i fattori di supporto sono oggi molto più deboli. Ciò spiega perché JPMorgan osserva che la discesa dei prezzi non implica automaticamente che le posizioni e i flussi di capitale siano già tali da poter sostenere un rimbalzo vigoroso.
A fronte di più vincoli, il percorso di recupero delle azioni AI risulta cambiato. Guardando alla domanda, gli investitori ETF non sono intervenuti con la stessa intensità di luglio; la minore presenza di posizioni corte limita il potenziale di acquisti di copertura; il termine dei buyback riduce ulteriormente la domanda costante.
Nel frattempo, l’aumento relativo degli ETF a leva sulle memorie fra agosto e settembre amplifica il rischio di oscillazioni, proprio mentre il mercato risulta meno capace di assorbirle. Questi fattori rendono il rimbalzo più dipendente dall’ingresso di nuovi capitali. Il calo dei prezzi riduce il costo d’ingresso, ma non genera automaticamente interesse all’acquisto. Di fronte a un possibile rallentamento degli investimenti in AI, a una concorrenza più aggressiva e all’incertezza dei profitti in un contesto di tassi elevati, gli investitori potrebbero richiedere prove più concrete prima di aumentare le esposizioni. Perciò, le valutazioni di JPMorgan si concentrano sulla capacità di recupero post-correzione: alcune delle forze che nel luglio scorso avevano supportato una rapida ripresa oggi sono diminuite o ancora assenti, mentre il rischio di leva è tornato a salire. Questo non esclude rimbalzi di breve periodo, ma significa che non si può confidare nella stessa rapidità e forza di recupero osservate in passato. In quest’ottica, rimane da monitorare se gli ETF relativi a Corea e semiconduttori riusciranno ad attrarre nuovamente capitali, se le posizioni a leva verranno ridotte e se le aziende lanceranno nuovi programmi di buyback. In mancanza di un miglioramento su questi fronti, la correzione delle azioni AI potrebbe richiedere più tempo per ricostruire una base di domanda sostenibile.
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