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Il 90% del CET1 diventa la miccia! UBS (UBS.US) potrebbe uscire a causa delle nuove normative sul capitale, il Parlamento svizzero affronta il dilemma: "regole troppo severe allontanano le grandi banche, troppo leggere portano a un referendum popolare".

Il 90% del CET1 diventa la miccia! UBS (UBS.US) potrebbe uscire a causa delle nuove normative sul capitale, il Parlamento svizzero affronta il dilemma: "regole troppo severe allontanano le grandi banche, troppo leggere portano a un referendum popolare".

智通财经智通财经2026/10/19 07:36
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Per:智通财经

Dopo il fallimento di Credit Suisse nel 2023, i legislatori svizzeri stanno elaborando nuove regole di regolamentazione del capitale per UBS, ma questo li ha portati in un dilemma: se gli standard saranno troppo rigorosi, la più grande banca svizzera potrebbe essere costretta a trasferirsi all'estero; se gli standard saranno troppo permissivi, potrebbe essere indetto un referendum nazionale, aumentando ulteriormente l'incertezza.

Secondo quanto riportato da Zhitong Finance APP, in seguito al fallimento di Credit Suisse nel 2023, i legislatori svizzeri stanno elaborando nuove regole di vigilanza sul capitale per UBS (UBS.US), ma questa situazione li mette in una posizione delicata: se le regole saranno troppo rigide, la principale banca svizzera potrebbe essere costretta a trasferirsi all’estero; se invece saranno troppo permissive, si potrebbe innescare un referendum nazionale, alimentando ulteriormente l’incertezza.

La Camera degli Stati svizzera (camera alta) ha già approvato lo scorso mese una legge bancaria, che il management di UBS ha definito inaccettabile nei suoi termini attuali. Una commissione del Consiglio Nazionale (camera bassa) inizierà la revisione del disegno di legge sulla vigilanza bancaria il 26 ottobre. Al momento, sembra molto improbabile un allentamento significativo della regolamentazione.

Secondo fonti informate, alcuni principali investitori hanno già esortato UBS a lasciare la Svizzera per cercare un ambiente regolamentare più favorevole; la banca starebbe anche elaborando potenziali piani di emergenza, tra cui lo spostamento della sede centrale o una fusione con un altro istituto. D’altra parte, il colosso della gestione patrimoniale con sede a Zurigo potrebbe non essere disposto a sostenere gli alti costi del trasferimento né a rinunciare al proprio status di banca svizzera.

Leo Müller, parlamentare centrista nella commissione, afferma che il parlamento si trova in una situazione spinosa. “Se abbassiamo troppo gli standard, si rischia un referendum. L’opinione pubblica potrebbe giudicare la regolamentazione insufficiente e bocciare la legge, facendoci rimanere a mani vuote. Se le regole saranno troppo restrittive, le banche potrebbero affermare che il contesto per gli affari in Svizzera è peggiorato e decideranno di trasferirsi altrove”.

Si stanno già valutando soluzioni di compromesso, con alcuni parlamentari che stanno cercando di ammorbidire i requisiti della legge, ma il consenso trasversale tra le varie fazioni politiche è che un alleggerimento significativo del disegno di legge sia molto difficile da ottenere.

L’ombra del referendum

Secondo quanto noto, la proposta della Camera degli Stati prevede che UBS debba coprire con il 90% del suo capitale primario di classe 1 (CET1) le sue filiali estere. L’attuale requisito di riserva è fissato al 60%, parte del quale può essere soddisfatto mediante strumenti di capitale meno costosi. L’iniziale proposta del governo svizzero prevedeva addirittura l’obbligo di copertura al 100% con capitale di classe 1.

UBS ha più volte dichiarato di voler mantenere le radici in Svizzera, sostenendo che la permanenza è vantaggiosa sia per la banca che per il Paese. Tuttavia, la richiesta del 90% di capitale primario di classe 1 viene giudicata eccessiva e considerata dannosa per la competitività della banca.

Stando a fonti bene informate, la ministra delle Finanze Karin Keller-Sutter avrebbe suggerito che la legge rischia di essere sottoposta a referendum (basta raggiungere il numero legale di firme per lanciare una sfida referendaria), auspicando che il parlamento stabilisca l’obiettivo del 90%. Il Ministero delle Finanze ha rifiutato di commentare la vicenda.

Il Partito Socialdemocratico sostiene la richiesta del 100% di capitale primario di classe 1, dichiarando che deciderà se promuovere un referendum solo dopo il voto parlamentare definitivo; la votazione non avverrà prima di dicembre.

Alcuni azionisti ritengono però che la nuova normativa limiterà troppo lo spazio operativo di UBS. Artisan Partners ha pubblicamente richiesto a UBS di abbandonare la Svizzera a causa di queste regole di vigilanza.

Il 90% del CET1 diventa la miccia! UBS (UBS.US) potrebbe uscire a causa delle nuove normative sul capitale, il Parlamento svizzero affronta il dilemma:

Hans-Peter·Portmann, deputato del Partito Liberale Radicale di centrodestra (FDP), ha proposto una soluzione di compromesso: applicare alle filiali estere di UBS un requisito del 75% di capitale primario di classe 1, associato a un meccanismo secondo cui, se il coefficiente scendesse sotto una certa soglia, la capacità di assorbimento delle perdite della banca verrebbe automaticamente aumentata. “Alla fine troveremo una soluzione praticabile, che consenta a UBS di remunerare ragionevolmente i rischi agli azionisti, riservando fondi per futuri investimenti e minimizzando il rischio di default bancario per il pubblico svizzero.”

Gli analisti prevedono l’emergere di ulteriori proposte prima del dibattito plenario del Consiglio Nazionale di dicembre.

Posizioni regolamentari più rigide

Il sostegno della Camera degli Stati allo standard del 90% di capitale primario di classe 1 ha superato le aspettative del mercato. Secondo fonti parlamentari, nel Consiglio Nazionale la presenza di partiti di sinistra è più forte; centristi e centrodestra sono divisi ma nel complesso propendono per una posizione regolamentare più rigorosa.

Olivier Feller, deputato del Partito Liberale Radicale, afferma: “Credo personalmente che la Camera bassa finirà molto probabilmente per fissare lo standard al 90%.” Egli stesso sostiene che le filiali estere di UBS dovrebbero adeguarsi al 100% di capitale primario di classe 1, ma riferisce che la posizione del partito è ancora oggetto di discussione. “Siamo un piccolo paese, ma abbiamo banche di dimensioni molto grandi”.

Il 90% del CET1 diventa la miccia! UBS (UBS.US) potrebbe uscire a causa delle nuove normative sul capitale, il Parlamento svizzero affronta il dilemma:

Urs Saxer, professore di diritto all’Università di Zurigo, ritiene che qualsiasi soluzione di compromesso finirà probabilmente per avvicinarsi allo standard del 90%. “UBS non prenderà decisioni irrazionali”, afferma, “per trasferire la banca all’estero occorrerebbero motivazioni molto convincenti; e un ambiente stabile e una certezza giuridica come quella offerta dalla Svizzera non sono facili da trovare oggi”.

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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